Gigi D’Alessio, simbolo di Napoli, ha dato forfait alla festa per la chiusura della campagna elettorale di Letizia Moratti. Il cantante ha spiegato che la sua defezione è dovuta agli insulti ricevuti da alcuni esponenti della Lega e alle aspre critiche che, alla notizia della sua iniziale partecipazione, hanno cominciato ad invadere la bacheca della sua pagina su Facebook.
Il centrodestra ha provato in ogni modo a minimizzare la clamorosa défaillance (peraltro taciuta a tutti i fan accorsi in piazza Duomo), spiegando l’assenza del big con le minacce (alcune persino di morte) che il cantante ha subito su Facebook da parte di “gente di sinistra”.
È il classico e ormai scontato gioco delle parti, un balletto visto e rivisto che rimbalza sul web e sulla carta stampata, con fantasiosi arrampicamenti sugli specchi e accuse e contro-accuse di strumentalizzazioni che sono all’ordine del giorno e che, mosse dal centrodestra padrone di stampa e tv, ricordano molto la famosa storia del “bue che dice cornuto all’asino”. La versione più verosimile della storia, quella che è più lecito supporre, è in realtà piuttosto distante dai quella del centrodestra, che chiama in causa complotti e minacce.
Gigi D’Alessio è un cantante molto amato, specie al sud, e ha a cuore soprattutto i suoi fan. E infatti sono stati in primis i suoi fan, sulla sua pagina Facebook, ad accusarlo e a sentirsi traditi per la scelta di prestare la sua immagine e il suo talento alla campagna della Moratti e soprattutto della Lega, che disprezza il sud Italia.
Altro che minacce, semplicemente Gigi si è fatto due conti in tasca e ha preso la palla al balzo, dopo aver realizzato di essere stato messo in mezzo. Evidentemente la sua iniziale adesione non è mai stata uno schieramento convinto con la Moratti, e di fronte al malcontento dei suoi fan il gioco non valeva più candela. Gigi a Milano voleva solo “Partecipare a una festa per la musica”, come molti spettatori giunti in Piazza Duomo per assistere alla sua annunciata performance e che, delusi dalla sua assenza e presi in giro per non esserne stati informati, hanno preso ad insultare l’organizzazione e perfino la stessa Moratti, come testimonia il video che segue.
Questo il bel messaggio che Letizia ha pubblicato sul suo Diario:
25 MAGGIO 2011
Il Comitato Letizia Moratti si dissocia da scorrettezze in campagna web
Milano, 25 maggio 2011 – Relativamente alle segnalazioni apparse su numerosi siti web in merito a presunte acquisizioni di Fan in modalità poco chiara il Comitato Elettorale Letizia Moratti per Milano si dissocia e nega ogni coinvolgimento. Le operazioni di pubblicità Online sono sempre state condotte secondo le norme e le modalità prescritte da Facebook affidando l’incarico ad una primaria società di settore. La correttezza del comportamento di chi ha realizzato la campagna è dimostrabile in ogni momento sulla base della documentazione e della rendicontazione del lavoro svolto.
Questo messaggio è stato anticipato da questo post sulla sua pagina di Facebook:
I filo berluscones sparano costantemente le loro buffonate sui sostenitori di Pisapia: “devastano le città, incendiano le auto e sfondano le vetrine delle banche”. Urlano all’agguato e alla violenza sui loro sostenitori come la povera signora Rizzi, che è stata oggetto delle visite di mezzo governo, premier e Moratti compresi. Salvo scoprire poi che è stata una messa in scena, leggete un pò:
Dalla A di Aria alla Z di Zincar
- 21 FALLIMENTI
- 5 ANNI SPRECATI
- 1 responsabile: LETIZIA MORATTI
Letizia Moratti ha governato Milano in modo disastroso, lasciando dietro di sé un cumulo di macerie e di fallimenti.
Ora sta coprendo questa voragine politica ed economica con tonnellate di manifesti e libri dei sogni.
Abbiamo raccolto alcuni degli insuccessi più clamorosi di questa Giunta e del suo Sindaco, per un’operazione di verità.
È tutto documentato. Continue reading →
“È possibile promuovere l’ampliamento di superfici verdi (in grado di assorbire le piogge torrenziali e di ridurre l’effetto isola di calore) con la diffusione di tetti verdi e orti urbani, con l’integrazione tra piccole aree e sistema del verde urbano (di cui ripensare i modelli di gestione, mirati a una riduzione dei costi e maggior condivisione con il terzo settore, sul modello del Bosco in città e del Parco delle Cave).”
Non come ha fatto in tutti questi anni la giunta Moratti approvando colate di cemento ovunque a scapito delle aree verdi e quindi della salute dei cittadini che vivono in città.